Cosa stiamo facendo
Gli obiettivi aperti, gli strumenti con cui chiediamo risposte e le richieste che aspettano ancora.
I nostri obiettivi
Un problema vero, una risposta dall’ente giusto. Qui, per tutti.
Gli obiettivi aperti
- Crociere e servizi in cittàLe crociere crescono, secondo la stampa. Chi accoglie i turisti chiede bagagli, navette, orari e itinerari. Chiediamo agli enti i dati: scali e passeggeri per mese.
- Un punto informativo pubblicoDove trovi informazioni aggiornate su eventi, trasporti, parcheggi e accessibilità? Chiediamo al Comune, con una petizione, un punto informativo senza favorire nessun fornitore.
Come ne conduciamo una
- Un problema alla volta. Scegliamo l’ente giusto prima di chiedere.
- Prima le fonti. Ogni cifra ha una fonte e una data.
- Domande a cui si risponde con un documento. Richieste mirate, né vaghe né infinite.
- Risposte pubbliche. Le pubblichiamo anche quando non arrivano, dopo aver controllato i termini.
- Errori corretti in vista. Una rettifica con la data, mai in silenzio.
Scopri di più
Siamo fermi e concreti. Critichiamo decisioni, servizi, documenti e risultati che si possono verificare. Non attribuiamo intenzioni personali e non trasformiamo ipotesi in accuse.
Le regole complete sono in Metodo e garanzie.
Hai un problema da segnalare?
Un tema nasce da un fatto verificabile, non da un’impressione. Se hai aderito, compili la scheda di ascolto: dove, quanto spesso, quali prove, quale soluzione.
Scopri di più
Un singolo problema non diventa un fatto generale. Apriamo un tema quando schede, fonti e documenti ufficiali lo giustificano. Non diamo per scontato che sia il più importante per tutta la città.
Atti civici
Chiedere documenti, scrivere al Sindaco, avere risposta scritta. Così li usiamo.
I quattro strumenti
Non sono pressioni: sono canali formali, con ricevute e termini. Una richiesta inviata non è un risultato. E il silenzio non è un sì.
| Strumento | A cosa serve | Cosa serve | Riferimento ufficiale |
|---|---|---|---|
| Petizione popolare | Una richiesta scritta al Sindaco su un tema preciso. | Almeno 500 residenti maggiorenni, con nome, cognome e indirizzo, e la persona a cui rispondere. | Regolamento degli istituti di partecipazione, art. 3 (si apre in una nuova scheda) |
| Accesso agli atti (FOIA) | Avere documenti e dati che il Comune ha e non pubblica. | Una richiesta abbastanza precisa da trovare i documenti. Non devi spiegare perché. | Pagina del Comune di Salerno (si apre in una nuova scheda) |
| PEC al Protocollo | Chiedere chiarimenti formali, con prova di invio e di consegna. | Un oggetto chiaro e i recapiti per la risposta. | Ufficio Protocollo del Comune (si apre in una nuova scheda) |
| Scheda di ascolto | Raccontare un problema in modo verificabile, senza esporre chi lo segnala. | Luogo generico, data, frequenza, prove o fonti, ente che potrebbe occuparsene. | Entra e compila la scheda |
Petizione popolare
Il Regolamento degli istituti di partecipazione (si apre in una nuova scheda) del Comune di Salerno (art. 3) la descrive come richiesta scritta su un tema preciso. Servono 500 residenti maggiorenni e la risposta arriva entro 90 giorni.
Abbiamo letto il testo ufficiale il 23 ottobre 2026. Prima di raccogliere firme chiediamo al Comune di confermare per iscritto le regole.
Cosa dice il regolamento
| Punto | Cosa riporta il testo consultato |
|---|---|
| Soglia | 500 residenti maggiorenni. Il regolamento annota annullato il requisito di residenza quinquennale (sentenza TAR Campania, sezione di Salerno, n. 146/2020). |
| Cosa si firma | Nome, cognome e indirizzo di tutti i proponenti, con la persona a cui deve essere fornita la risposta. |
| Risposta | Entro 90 giorni dalla presentazione. |
| Chi decide | Il regolamento prevede che sia individuato l’organo competente a pronunciarsi. Non è scontato che ogni petizione arrivi in Consiglio comunale. |
| Proposta di iniziativa popolare (art. 4) | Strumento diverso: 3.000 proponenti e firma autenticata, con la stessa nota sul requisito di residenza. |
Come la usiamo, in ordine
- Mandiamo una PEC al Protocollo. Chiediamo la versione del regolamento, l’ufficio, i moduli, i dati accanto a ogni firma, le firme elettroniche e il deposito.
- Aspettiamo la risposta. Il silenzio non conferma i moduli: nessun foglio viene stampato prima.
- Prepariamo fogli numerati, con istruzioni uguali per tutti e solo i dati richiesti.
- Raccogliamo firme solo dove e come è consentito. Prima verifichiamo le autorizzazioni per gazebo o suolo pubblico.
- Custodiamo i fogli, contiamo e controlliamo le firme, depositiamo e teniamo copia e ricevuta di protocollo.
I dati delle firme servono solo alla petizione. Non vanno in elenchi di contatti, nei servizi commerciali di SalernOS né in comunicazioni politiche. Dettagli: Protezione dei dati. La prima petizione è Un punto informativo pubblico.
Accesso agli atti (FOIA)
FOIA vuol dire accesso civico generalizzato. Chiunque può chiedere i dati e i documenti che il Comune o un altro ente ha e non è obbligato a pubblicare (art. 5 del d.lgs. 33/2013 (si apre in una nuova scheda)). Non serve spiegare perché.
- Termine
- L’ente risponde con un provvedimento motivato entro trenta giorni dalla richiesta (art. 5, comma 6). I giorni contano dalla ricevuta PEC.
- Se tace o rifiuta
- Si può chiedere il riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (comma 7). Resta il ricorso al TAR, secondo l’art. 116 del Codice del processo amministrativo.
Scopri di più
L’ente non deve creare un documento nuovo o fare una nuova analisi. Alcune informazioni possono essere escluse o oscurate in parte.
- Richieste generiche
- Il Comune precisa che sono inammissibili le richieste che non permettono di individuare il documento. Una richiesta su un numero manifestamente irragionevole di documenti può essere ponderata dall’amministrazione.
- Sollecito
- Se non c’è risposta, controlliamo da quando decorrono i termini e mandiamo un sollecito formale. Non inventiamo scadenze più brevi.
Una buona richiesta
Abbastanza precisa da far trovare i documenti, non così ampia da diventare irragionevole. Indichiamo periodo, tipo di documento e, se lo sappiamo, l’ufficio.
| Tema | Cosa chiediamo | Cosa evitiamo |
|---|---|---|
| Informazione sugli eventi pubblici | Per un periodo preciso (ad esempio 1 novembre 2025 – 31 ottobre 2026): elenchi o calendari di eventi pubblicati o gestiti dal Comune, se esistono in digitale; documenti su ufficio responsabile, modalità e frequenza di aggiornamento; linee guida già adottate per pubblicazione e accessibilità. | Chiedere genericamente «tutti i dati sugli eventi di Salerno». |
| Mobilità e parcheggi | Documenti già esistenti che elencano canali ufficiali, titolarità degli aggiornamenti e procedure per comunicare variazioni temporanee di viabilità, trasporto o disponibilità dei parcheggi. | Includere dati personali non pertinenti. |
| Servizi informativi digitali | Se esistono: capitolati, affidamenti, specifiche, convenzioni, relazioni di servizio o valutazioni su siti o strumenti informativi comunali direttamente collegati, indicando servizio e periodo. | Allargare la richiesta a tutti i contratti informatici dell’ente. |
Se una parte dei documenti non è accessibile, chiediamo l’accesso parziale, con oscuramento delle sole parti necessarie. Quando arrivano le risposte, pubblichiamo un riassunto neutrale: dati mancanti, dinieghi, accesso parziale, documenti ottenuti. Ogni richiesta ha un identificativo, un canale, una ricevuta o un protocollo, un termine e un esito nel registro pubblico.
PEC al Protocollo del Comune
La PEC è la posta elettronica certificata: ti dà la prova di invio e di consegna. Il Protocollo del Comune di Salerno riceve all’indirizzo scritto sulla pagina ufficiale dell’ufficio (si apre in una nuova scheda). Usiamo quello, letto lì il giorno dell’invio.
Questa PEC non è il deposito della petizione e non fa partire le firme. Chiede solo di confermare per iscritto:
- quale versione del Regolamento degli istituti di partecipazione vale e quale ufficio segue la procedura;
- se esiste un modello ufficiale o se i moduli cartacei vanno vidimati prima;
- quali dati devono stare accanto a ogni firma;
- come si presentano e si verificano le firme, anche quelle elettroniche;
- come indicare la persona a cui rispondere e come arriva il numero di protocollo;
- se ci sono altre condizioni o documenti da allegare.
Dopo l’invio conserviamo la PEC, la ricevuta di accettazione e quella di consegna. Scriviamo la data e assegniamo una persona che segue la pratica.
Scheda di ascolto
Con la scheda di ascolto raccogliamo i problemi segnalati da residenti, commercianti, lavoratori e studenti. Non è un sondaggio rappresentativo della popolazione, e lo diciamo sempre.
Cosa c’è nella scheda
- Il problema, descritto in modo concreto, senza trasformare una percezione in un fatto generale.
- Quando succede e quanto spesso.
- Chi o cosa è coinvolto, senza nomi non necessari.
- Le prove o le fonti: documento pubblico, foto del luogo, orario ufficiale, testimonianza, osservazione diretta, oppure ancora nessuna.
- La soluzione che proponi e l’ente che potrebbe occuparsene.
- Se vuoi essere ricontattato, con un modulo separato e un’informativa dedicata.
Prima di usare una scheda la controlliamo: riscriviamo il problema in modo neutrale, separiamo fatto e opinione, salviamo la fonte o assegniamo la verifica, riduciamo i dati personali al minimo. Non pubblichiamo foto di minori, targhe o persone riconoscibili senza una valutazione.
In pubblico compare solo il numero delle schede, arrotondato per difetto a multipli di 5 e non mostrato sotto 5.
Porte chiuse
Le richieste formali al Comune. Chi ha risposto, chi no. Indichiamo l’ufficio, mai la persona.
Nessuna richiesta ancora. Le aggiungiamo man mano che le documentiamo.
Giorni di calendario, dalla data della richiesta. Se l’ufficio risponde, lo scriviamo qui con la data.